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| DA MODENA A SIENA... DA UN PAPABILE ATENEO “VIRTUOSO”... IN DIFESA DI UN COSIDDETTO ATENEO “NON VIR |
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| Scritto da Francesco | |
| martedì 09 dicembre 2008 | |
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LettereInMovimento, collettivo di lavoro politico dell'ateneo
modenese-reggiano
Come studentesse e studenti di LettereInMovimento, collettivo di lavoro politico dell'ateneo modenese-reggiano, sin dall'inizio del movimento nazionale dell'Onda, di cui siamo parte integrante, impegnati nella lotta contro i reazionari disegni del duo “Tremonti-Gelmini”, accogliamo, esprimendo al contempo la massima solidarietà alla vertenza locale/globale delle studentesse e degli studenti, delle ricercatrici e dei ricercatori, delle precarie e dei precari in genere dell'Università di Siena, la richiesta di un coordinamento d'opposizione propostaci dall'Assemblea permanente “No 133” in relazione all'approvazione del vergognoso “piano di risanamento”, approntato dal rettore Silvano Focardi di concerto con il Governo di centro-destra, scavalcando completamente, ed illegalmente, la massa degli studenti, dei ricercatori, dei precari, dei docenti e del personale tecnico-amministrativo dell'ateneo senese (nominiamo tre circostanze fatteci pervenire: 1) incontro “segreto” a Roma con Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza del consiglio, per la preparazione del “piano di risanamento”; 2) nomina “ad personam” del neo Direttore amministrativo, di chiara espressione del Governo, senza tenere conto dell'iter necessario che prevede il parere consultivo, ma obbligatorio, dei membri del Cda; 3) la militarizzazione preventiva del Rettorato, con agenti in tenuta antisommossa, per impedire l'accesso ai manifestanti durante la nomina del neo Direttore amministrativo). L'Università di Siena è stata a lungo uno dei centri di cultura più importanti d'Italia, il quale ha visto la nascita e lo sviluppo di alcuni dipartimenti che sono diventati ben presto punti di forza e di eccellenza dell'ateneo. A settembre 2008, purtroppo, si è venuti a conoscenza della disastrosa situazione finanziaria dell'ateneo: più di 250 milioni di euro di buco, circostanza che prevederà, fra le altre cose, la dolorosa cessione di alcuni immobili di proprietà dell'Università, quali il complesso di San Niccolò, neo sede della facoltà di Lettere e Filosofia. Il “piano di risanamento” predispone in particolare:
Assumiamo come assolutamente nostro questo passaggio, da voi elaborato, il quale davvero centra il cuore della questione: “Questo “piano di risanamento" che coinvolge esclusivamente i soggetti più deboli dell'Università, tra cui docenti precari, borsisti, assegnisti di ricerca, personale tecnico-amministrativo, è per tutti noi chiara volontà di adesione a quell'idea di Università intesa dal Governo che porterà molto presto alla privatizzazione degli atenei, creando così centri culturali di serie A e di serie B, e che vedrà proprio nell'Università di Siena il primo esempio pratico di messa in atto di questa riforma data la nostra situazione disperata che ben si presta, in quest'ottica, ad una risoluzione privatistica palesata in ogni azione messa in atto dal Rettore.” Il sottofondo è: si chiarisca la catena delle responsabilità, economiche, politiche ed amministrative, che ha condotto l'ateneo di Siena al collasso, la quale è da ricercarsi sicuramente ai “piani alti” della “governance lobbistica” operante, con la sua longa manus, nell'intero contesto della cittadina toscana! In occasione della visita a Siena del sottosegretario Gianni Letta, prevista per l'8 dicembre, appoggiamo totalmente la vostra contestazione, pur non potendoci essere direttamente, ed aderiamo organizzativamente alla campagna nazionale di auto-inchiesta sul lavoro precario nell'Università, “Mentre voi la distruggete, noi la costruiamo!” Rilanciamo l'idea, da costruire insieme, di organizzare una prossima manifestazione nazionale del movimento a Siena, la quale è già stata teatro del primo embrione di questo stesso (assemblea nazionale del 24 settembre 2008) oltre che di una mobilitazione fin qui encomiabile! Noi la crisi non la paghiamo! La crisi la paghino le banche, le imprese e chi, concretamente, ha dissestato l'Università di Siena! LettereInMovimento, Modena |
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